Profumo di tiglio
Molto spesso, infatti, un sapore, una canzone, la scritta su un portone, una fragranza danno vita alle immagini di un ricordo, e con le note ricomparse nelle mente fiumi di commozione ci avvincono totalmente, come conferma Luciana Navone Nosari nel paragrafo di apertura del suo romanzo Profumo di tiglio (Edizioni Angolo Manzoni).
Non sarà un caso che l’autrice abbia scelto proprio il tiglio come elemento intorno al quale far riallacciare amicizie mai dimenticate e ancor meno lo sarà il fatto che, la narrazione coniugata in prima persona, la voce narrante corrisponda al nome di Maddalena.
In questo libro di suggestioni proustiane, Combray è Villar Perosa, dove peraltro è nata l’autrice, che, non lontano dal capoluogo piemontese, si trova a ridosso di due montagne, popolate da una vegetazione ricca di castagni e da boschi generosi dispensatori di funghi, dove sino all’inizio del secolo scorso gli abitanti vivevano di agricoltura e della vendita di mele.
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