"Doppio tempo"
Dell’editore Battei vorrei segnalare Doppio tempo, di Lorenza Pellegrini, non solo perché l’ autrice ha vissuto alcuni anni fa a Monfalcone ed in questa ridente (!) cittadina è ambientato il romanzo. Avvicinatomi al libro con curiosità, ben presto questa ha lasciato il passo alla sorpresa via via che le pagine scorrevano sotto i miei occhi, per lasciarmi alla fine una sensazione piacevole di benessere mentale e di consapevolezza di esserne uscito arricchito, risultato cui dovrebbero tendere tutti gli scrittori e che ritengo, se raggiunto, sia un notevole successo per chi si senta ispirato da afflato narrativo.
Le descrizioni di atarassica osservazione dei particolari del cielo o del mare su una panchina mi appartengono, così come le immagini del porto, per me che abitavo dalla parte opposta e che da bambino scoprivo in bicicletta, zone sconosciute della mia realtà che per me rappresentavano il fascino esotico e misterioso dell’ ignoto.
Che strano sdoppiamento della personalità e come dovrebbe essere secondo me in un certo senso terribile rivivere la propria adolescenza con la consapevolezza di ciò che si è vissuto “dopo”, ripassare quei momenti con la maturità degli anni successivi.
Il ricordo di quella partita dei mondiali argentini del ’78 citata nel libro: vista a Grado, a casa di sconosciuti, in un periodo che coincideva con la mia maturità, quella scolastica, perché quella personale avrebbe dovuto ancora arrivare (e chissà se mai è arrivata!).
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