Pochi inutili nascondigli
Sette racconti, sette storie del mistero nella scia di Poe, Lovecraft e King, che si servono del fantastico per far emergere uno smarrimento nuovo, un panico sconosciuto. Gomme capaci di cancellare case e uomini, prati maledetti, mostri gentili e manichini animati, atmosfere quiete che esplodono all'improvviso mettendoci di fronte a quella particolare forma di orrore che solo l'incomprensibile può suscitare.
Breve commento: la prosa è quella suadente, tensoria, asciutta e insieme corposa che ha assicurato successo a Faletti. Le storie virano troppo al fantastico per coinvolgere veramente: ne conoscevo già due (una inclusa nella raccolta "Crimini" edita da Einaudi, l'altra nei "piccoli libri" abbinati al Corriere della Sera), piacevoli per la compresenza felice di ironia e suspance.
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