Roma caput mundi, Roma venter mundi
Eppure nella Roma repubblicana e imperiale si mangiava benone! C’erano tre pasti, lo jentaculum, il prandium e la cena, che Francesco Maria Amato ha, con passione e perizia, ricostruito storicamente nel suo libro La cucina di Roma antica (Newton Compton Editori) mostrandoci la grande caput mundi come una venter mundi.
Innanzi tutto, le fonti: sono stati gli scritti gli Ateneo, Cicerone, Columella, Ennio, Giovenale, Marziale, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane, Ovidio, Virgilio e tanti altri che hanno permesso di ricostruire tassello dopo tassello quel complesso mosaico dell’arte culinaria romana.
Poi, dove: sui lecti, specie di sofà, collocati intorno a un tavolino (in un primo tempo quadrato, poscia circolare) in una forma geometrica simile ad un ferro di cavallo.
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